La settimana scorsa non sono riuscita a leggere molto per la febbre ma adesso che mi sono ripresa volevo scrivere qualcosa dato che non lo faccio da giorni e la scelta è ricaduta su...
Voto: 4 +
Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green
Prezzo: 5.90
Trama: Miles Halter ha sedici anni e sente di non aver ancora veramente vissuto. Assentato di esperienze lascia il tranquillo nido familiare per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, un prestigioso liceo in Alabama. E qui la sua vita prenderà finalmente un altro passo. Culver Creek sarà il luogo di tutte le cose possibili. E di tutte le prime volte. E' lì che conosce Alaska Young. Brillante, spiritosa, imprevedibile, intelligente e spavalda, sexy quanto non lo si può essere, per Miles diventa un pensiero fisso, una magnifica ossessione e un enigma. Lei lo attira nel suo mondo, lo lancia nel Grande Forse, e gli ruba il cuore. Poi... niente sarà più come prima.
Recensione
Il collezionista di ultime parole. Miles Halter è questo, un collezionista. Gli dai un nome, un cognome e lui con un sorriso d'orgoglio ti regala le ultime parole di qualche sconosciuto. A volte sembrano piccole perle di saggezza, come se negli ultimi istanti di vita le persone si trasformassero tutte in poeti, altre volte assomigliano più all'inizio di qualche barzelletta. "Vado a cercare un Grande Forse" sono state quelle di François Rabelais, parole che gli hanno fatto aprire gli occhi.
Un arrivederci non troppo doloroso ad una vita un tantino vuota, un bacio sulla guancia ed un abbraccio ai genitori e via! Miles fa i bagagli per un'avventura non troppo avventurosa, una di quelle che portano a guerre combattute tra banchi di scuola e il naso immerso in libri pesanti come mattoni.
Chip detto anche Colonnello, un ragazzo basso e robusto con tutte le carte in regola per essere etichettato come Adone in miniatura, è il suo compagno di stanza. Alaska è la mente della compagnia, la migliore amica del Colonnello, la ragazza più bella che abbia mai visto e allo stesso tempo quella più incomprensibile. Adotta libri a tempo pieno e colleziona sigarette come lui fa con le ultime parole soltanto che invece di conservarle le fuma, ha un carattere ribelle ed incredibilmente ironico, è testarda e determinata a scoprire come uscire dal suo labirinto della vita, di dolore.
Per Miles inizia così una nuova raccolta, la prima sigaretta (probabilmente l'ultima), il primo bacio, il primo scherzo, il primo amico, il primo amore... un'infinità di prime cose che lo guidano verso il suo Grande Forse o che ne fanno parte.
Per Miles inizia così una nuova raccolta, la prima sigaretta (probabilmente l'ultima), il primo bacio, il primo scherzo, il primo amico, il primo amore... un'infinità di prime cose che lo guidano verso il suo Grande Forse o che ne fanno parte.
In un liceo dell'Alabama trova molto più di quello che stava cercando, una famiglia che sembra aver adottato le sue gambette da pollo e quello che sorreggono per ribattezzarlo ironicamente Ciccio, un gruppo di amici che gli ha insegnato a vivere. Culver Creek lo inghiotte ed entra in una serissima spirale di scherzi organizzata dagli studenti con puro scopo di vendetta, vendetta contro i figli di papà che possono permettersi quasi tutto e quel che non rientra nel tutto te lo strappano coi denti. Tra capelli blu, petardi come tattica diversiva e piani di proporzioni disumane l'amicizia si fa più solida, Alaska diventa un chiodo fisso, un sogno ad occhi aperti e per un momento anche una realtà. Miles e Alaka, solo per un momento.
Una notte che sembrava l'inizio di qualcosa diventa per sempre la fine, si spezza un filo conduttore nella vita di tutti perché da un giorno all'altro la certezza del suo sorriso, del suo immergersi nel mondo dei videogames a tutto volume, vivono solo nei ricordi. Perché? E' una domanda, è la domanda, quella alla quale cercano risposta ma non vogliono trovarne una. Ci sarà forse meno dolore se capiscono com'è morta o se si è suicidata? Una risposta non può portare indietro nessuno, nemmeno Alaska.
All'inizio non sembrava John Green ma dieci pagine di un libro preso a caso, soltanto che questo non è un libro a caso. Lo scrittore di Colpa delle stelle però non si smentisce e presto si riconosce tra i suoi personaggi e tra i loro dialoghi ricchi di umorismo perché è questo il punto forte, le risate che strappa sono una specie parola magica in grado di far aprire il nostro cuore.
Leggere Cercando Alaska è come sedersi a fianco ad un caro amico e aspettare che ti racconti la sua storia, con un sorriso imbarazzato inizia timoroso ma procede fiero con quelle pazze avventure adolescenziali che si ricordano per tutta la vita. Da un lato è anche come essere Miles e vivere le sue prime volte per ricordare le nostre, essere Miles che cerca il suo forse mentre noi cerchiamo il nostro. Siamo lui ma lo vediamo anche da fuori mentre da collezionista di ultime parole diventa quello delle prime cose e poi intravediamo in lui il piccolo collezionista di Alaska, quello che custodiva ogni sua azione come un tesoro nascosto. Un ragazzo che si preoccupa perché non può sapere quali sono state le sue ultime parole, che come fanno tutti trattiene le risate isteriche per la stupidità delle ultime che le ha rivolto, un ragazzo che non capisce ancora che per essere magiche o importanti le parole non hanno bisogno di essere pronunciate in punto di morte.
E' sempre lo stesso discorso, essere fan di John Green fa più male che bene perché ha la strana abitudine di far morire i suoi personaggi senza preavviso, sfogliamo le pagine sorridendo finché non troviamo quella che battezzerei "la serial killer", quella che con tutta probabilità si era pensato di colorare di nero, che è stata scritta per spezzarci il cuore ancora e ancora e ancora, non una ma un milione di volte. E' come se fosse una lunga e felice illusione che ti guida alla triste verità.
Cercando Alaska è un libro unico come tutti quelli che portano la firma di quest'autore in copertina, scritto in modo semplice ma d'impatto, familiare e divertente anche tra le lacrime.
