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lunedì 13 gennaio 2014

Recensione: Le coincidenze dell'amore di Colleen Hoover

Buon lunedì amici! Avevo promesso di passare ieri ma è passata la mia migliore amica e si è fatto tardi. Incredibile ma vero, ieri ho compiuto diciotto anni. Volevo ringraziarvi perché è con voi che in questo annetto nel blog sono maturata e vi adoro perché ogni commento mi fa sorridere e parlare di qualsiasi cosa vi passi per la testa mi va più che bene, mi piace farmi un'idea di chi c'è dietro tutti questi schermi dei pc. L'unica cosa che è cambiata allo scoccare del mio compleanno è il fatto che devo ufficialmente pensare a come prendere la patente. Aiuto. La prima cosa che ho pensato però non è stata questa ma il fatto che finalmente youtube ha smesso di bloccarmi i trailer dei film horror vietati ai minori. Yeeeeeeah
Vabbé, per il resto sono ancora io con il mio metro e sessantasei. Nessuna improvvisa crescita durante la notte.
Passando alla prima recensione dell'anno nuovo partiamo in grande stile con uno dei miei libri preferiti in assoluto!

Voto: 5
Titolo: Le coincidenze dell'amore
Serie: Hopeless #1
Autore: Colleen Hoover
Prezzo: 12.00
Trama: Meglio una verità che lascia senza speranza o continuare a credere nelle bugie? Sky non ha mai provato il vero amore: ogni volta che ha baciato qualcuno, ha solo sentito il desiderio di annullarsi, nessuna emozione, nessuna dolcezza. Ma quando Sky incontra Holder, ne è subito affascinata e spaventata insieme. C'è qualcosa in lui che fa riemergere quello che lei aveva spinto nel profondo della sua anima, il ricordo di un passato doloroso che torna a turbarla. Sebbene sia determinata a starne lontano, il modo in cui Holder riesce a toccare corde del suo cuore, corde che nessuno riesce neppure a sfiorare, fa crollare le difese di Sky. Il loro legame diventa sempre più intenso, ma anche Holder nasconde un segreto, che una volta rivelato cambierà la vita di Sky per sempre. Soltanto affrontando coraggiosamente la verità, senza rinunciare all'amore e alla fiducia che provano l'uno per l'altra, Holder e Sky possono sperare di curare le loro ferite emotive e vivere fino in fondo il loro rapporto.


Recensione

<<Mi stai uccidendo, Sky>> dice, con voce più calma. << Mi stai uccidendo perché non voglio che passi un altro giorno senza che tu sappia come mi sento. E non sono pronto a dirti che sono innamorato di te, perché non lo sono. Non ancora. Ma qualsiasi cosa sia questo sentimento, è molto di più che una semplice attrazione. E' davvero molto di più. E nelle ultime tre settimane ho cercato di capire cosa fosse. Ho cercato di capire perché non esiste una parola per descriverlo. Voglio dirti esattamente come mi sento ma non c'è una fottuta parola in tutto il dizionario capace di descrivere questo punto fra l'amarsi e il volersi. Ma ho bisogno di quella parola, mi serve. Ne ho bisogno perché voglio che tu mi senta dirla.>>

Io invece sono in cerca di una parola che possa descrivere quello che ho provato leggendo questo piccolo splendore. Non esiste. Mi servirebbe tutto il dizionario o almeno la metà. E' uno di quei libri che vorresti non finissero mai. Mi dicono sempre che, invece di leggerli, i libri li mangio. A volte è così, altre volte sono loro ad inghiottirmi. Un vero e proprio buco nero. Dall'inizio alla fine di ogni libro c'è un momento magico in cui cado preda delle parole ed entro in una specie di trance o universo parallelo in cui non esistono né il tempo né i miei bisogni primari perché, ammettiamolo, il mio bisogno primario è finire il libro e rileggerlo per sempre. Un limbo. Non ho idea di quale sia stato il momento preciso o la parola che ha innescato questo meccanismo nel libro della Hoover ma è stato come innamorarsi, non hai la minima idea del quando dove o perché, succede e basta. Ecco, è successo e basta, mi sono innamorata di questo libro. E' partito tutto forse con una risata e poi una lacrima e di nuovo una risata. E' straziante perché non sai cosa aspettarti, un attimo stai ridendo sotto i baffi e l'attimo dopo potresti girare pagina e ritrovarti con il cuore a pezzi e gli occhi appannati.
Hopeless ovvero senza speranza è il titolo originale. Senza speranza cioè più o meno come mi sono sentita alla fine del libro. E vuota, incredibilmente vuota. Anche Sky si sente vuota, vive come una di quelle principesse della Disney che passano le giornate segregate in un castello senza via d'uscita. Niente streghe malefiche o draghi sputafuoco, solo una madre che odia la tecnologia e la fa studiare in casa da sempre. Sky però, almeno per il suo ultimo anno di liceo, vuole provare quel brivido che si prova tra i banchi di scuola. Un brivido di terrore, aggiungerei. Non sa però che, grazie alle scappatelle notturne con la sua migliore amica nonché vicina di casa Six, si è già assicurata una brutta reputazione. Quei mosti che indossano i panni dei suoi compagni di classe non possono immaginare il perché delle sue azioni. Tanto a lei non importa. Ogni volta che Six aveva un nuovo ragazzo lei finiva con il suo migliore amico e mentre lui la baciava anche lì nel suo stesso letto Sky non provava nulla. Il nulla più assoluto. Non andava mai troppo in là ma era piacevole anche se non era quel piacevole che si dovrebbe provare quando si viene baciati o toccati in quel modo. Per Sky era un modo per staccare la spina, un modo per non pensare. Svuotava la mente del tutto e fissava il soffitto dipinto della sua camera. Una distesa di stelle, un cielo infinito come il suo nome. Sky.

<<Lascia che ti spieghi una cosa>> mi sussurra in tono profondo. <<Il momento in cui le mie labbra toccheranno le tue, quello sarà il tuo primo bacio. Perché se non hai mai provato niente significa che nessuno ti ha mai baciata. O almeno non come intendo farlo io.>>

Holder spunta al supermercato, una fortunata coincidenza con due fossette e un sorriso smagliante. Farfalle nello stomaco o virus intestinale? Oh, decisamente farfalle nello stomaco. E' impossibile non cedere al suo fascino anche e soprattutto perché se i cupcake avessero una personalità sarebbe tale e quale a quella di Holder, dolce e pieno di sé.
Sky non riesce a credere che un semplice estraneo riesca lì dove non è riuscita nessun altro, un solo sguardo e sente il cuore battere all'impazzata.
Anche lui ha una brutta reputazione ma si sa che non c'è nulla di più falso del gossip, l'unica cose che bisogna sapere è che passa il tempo a sentirsi in colpa per il suicidio di sua sorella Less, sente di esserne il responsabile. Ha perso lei e ha perso la speranza, lo dimostra quel Hopeless d'inchiostro dipinto ora e per sempre sulla sua pelle. Holder è un concentrato di senso di colpa, una cosa che lo divora da dentro, e la sua relazione con Sky è quello che gli serve per sentirsi completo. Lui si prende cura di lei e lei fa lo stesso con lui, l'uno lenisce il dolore dell'altro. E' come se fosse piovuta dal cielo e poi caduta tra le sue braccia, una di quelle stelle che a lei piacciono tanto.
Il loro legame è più profondo di quel che sembra perché Holder ha in mano quasi tutte le tessere del puzzle mentre Sky nemmeno la metà. Deve ricordare un passato che è stata costretta a dimenticare e fare i conti con i suoi incubi peggiori. 
Questa è una storia che ti riempie l'anima, di un'amicizia che attraversa passato e presente e lega qualcuno che ha disperatamente bisogno di essere amato a qualcuno che cercava solo la persona giusta da amare. Le coincidenze dell'amore non è solo la storia di Sky, una ragazza che in poche pagine si trova costretta a dubitare della madre, a richiamare alla mente ricordi che nemmeno sapeva di avere, a riconsiderare tutta la sua vita. E' tutto una bugia. Questa è la storia Hope e Less. Ma chi è Hope? E' impossibile capire senza aver letto il libro, è qualcosa che bisogna provare sulla propria pelle, un'esperienza unica ed emozionante. Tutto ciò che sappiamo dell'amore è stata una poesia dall'inizio alla fine ma con la storia di Sky l'autrice è salita di mille gradini. Il modo in cui scrive è così delicato da spezzare il cuore, come se non bastassero tematiche come l'abuso, il suicidio e il rapimento per mettermi al tappeto. E' difficile trattare temi così sensibili e Colleen Hoover ci è riuscita come nessun altro, portando al lettore un colpo di scena dopo l'altro e alleggerendo al momento giusto quel peso al cuore improvvisamente insostenibile.
Questa è la storia di Hope che è stata persa e poi ritrovata.

martedì 9 luglio 2013

Recensione: Tutto ciò che sappiamo dell'amore di Colleen Hoover

Buongiorno a tutti! Come procede la vostra estate? Penso che la mia stia andando per il verso giusto dato che gli orari della sveglia sono andati prontamente a farsi benedire, mi sembra di dover fare un milione di cose e allo stesso tempo di non aver nulla da fare. Intanto, nel mondo di fuori, un giorno sembra di avere come vicino di casa il sole e il giorno dopo piove e c'è così tanto vento che sono pronta a scommettere che il calendario mente spudoratamente e siamo a dicembre...
Abbiamo parlato del tempo ma ora parliamo di libri, di uno in particolare che mi ha distrutta e spero che distrugga anche voi (in senso buono, ovviamente).
Voto: 5
Titolo: Tutto ciò che sappiamo dell'amore
Serie: Slammed #1
Autore: Colleen Hoover
Prezzo: 16.00
Trama: Lake arriva in Michigan dopo la morte del padre, rassegnata ad affrontare un nuovo, faticoso inizio. La risalita appare all'improvviso dolce grazie a Will, il vicino di casa, a sua volta costretto dalla vita a crescere in fretta. L'intesa è immediata, ma il primo giorno nella nuova scuola Lake scopre che il loro è un amore impossibile: Will è uno dei suoi professori - giovanissimo, ma dall'altra parte della barricata. Altrettanto impossibile allontanarsi, dimenticarsi, rinunciare: e così Lake e Will si parlano attraverso la poesia, anzi, le poesie, in pubblico ma in segreto, servendosi di uno slam - una gara di versi - per dirsi tutto ciò che devono e vogliono dirsi. Alla fine è qualcosa di molto semplice, di essenziale: tutto ciò che sappiamo dell'amore è che l'amore è tutto, come ha scritto Emily Dickinson a nome di tutti noi.

Recensione

Tu non puoi essere come me
e dovresti esserne contenta. 
Io vedo il dolore ma non lo sento,
sono come il vecchio Uomo di Latta.
C'è qualcosa di magico nella poesia e nella musica, trasformano le parole quasi in un appiglio che come
d'incanto è l'unico che ti rimane. Se vogliono possono diventare armi affilate come coltelli, confortanti come il calore delle coperte in una mattina ghiacciata, in sostanza possono svuotarti o riempirti l'anima o entrambe le cose. Sono piccole bombe pronte ad esplodere.
Penso che l'amore sia l'unica cosa per cui non si possano trovare le parole, è una specie di costante punto interrogativo. Tutto quello che sappiamo dell'amore è che l'amore è tutto, una delle perle di saggezza di Emily Dickinson che alla fin fine è la cosa più vera che abbia mai letto e non ci sono personaggi migliori di Lake e Will per dimostralo.
Layken non è l'unica ad aver perso il padre e Kell, il suo fratellino, conta per lei più di chiunque altro al mondo. Sono pronti a ricominciare una strada che sembrava portare ad un buco nero ma che lì, in una piccola casina del Michigan, può diventare il loro angolino di felicità sorvegliato dai fedeli nani da giardino.
Will è il vicino di casa, un ragazzo cresciuto troppo in fretta e con troppe responsabilità che cresce da solo un bambino che, come lui, ha perso tutto. I piccoli Caulder e Kell diventano amici a prima vista, affascinati dalla macabra coincidenza che ha portato le loro vite ad assomigliarsi così tanto. Sono loro che ti spezzano per primi il cuore, con le avventure immaginarie ai limiti dell'impossibile, con combattimenti all'ultimo sangue contro gli zombi affamati che hanno preso il posto dei loro fratelli e un'arsenale fatto di spade e pistole invisibili di ogni genere. Il tutto è coronato da improbabili scene del crimine improvvisate nella neve e due bambini esaltati che danno vita ad un pupazzo di neve solo per renderlo la vittima malcapitata del retro di una macchina.
Come per i piccoli furbetti anche Lake e Will si sentono legati fin da subito, iniziano una storia che li porta a dimenticare la morte e la tristezza perché lì, mano nella mano, la vita sembra d'un tratto più serena. 
Poi inizia la scuola, la tortura finale, il coronamento del dolore: lui è uno dei professori. Non ne hanno mai parlato, non ce n'era bisogno e nessuno poteva immaginarlo. Will però ha ventun'anni, ha rinunciato alle esperienze che un ragazzo normale fa alla sua età perché la morte è inaspettata e lo è stata ancora di più per i suoi genitori che perdendo la vita in un incidente gli hanno lasciato un bambino di cui non poteva occuparsi e debiti di cui nemmeno sapeva l'esistenza. Caulder era l'unica vera cosa di cui aveva bisogno, il suo tutto, e quel lavoro gli ha sempre permesso di andare avanti...almeno fino a quando la cattedra non è diventata il muro che lo divide dall'unica persona che, forse, si merita il primo posto nel suo cuore più del fratellino. 
Non è solo una storia d'amore, è come se per me fosse diventata la battaglia del giorno perché all'improvviso anche solo l'eventualità che non stiano assieme in questo momento sembra la cosa più brutta che possa accadere sulla faccia della terra. 
Tutto ciò che sappiamo dell'amore è la poesia più lunga che abbia mai letto e anche la più bella, come le poche strofe che si scambiano i protagonisti e i loro amici anche questo libro è un caleidoscopio di emozioni. L'autrice ha uno stile leggero ma unico, usa le parole in modo indescrivibile e le poesie come se fossero semplici dialoghi che invece colgono il lettore alla sprovvista.
Mi ha distrutta in un modo inimmaginabile proprio perché è stato inaspettato, mi sono cambiata di posto con Will e poi con Layken e ho pianto tanto che, come dice lei, avrei potuto farlo per sempre. Si può piangere per sempre? Dicono tutti di no ma io penso di sì, le lacrime finiscono ma anche un pianto senza lacrime è pur sempre un pianto. Il loro dolore è diventato il mio e in quelle dannatissime lacrime ho versato anche un po' d'anima, come se sentissi il bisogno di liberarmi di tutto quello che ho provato dalla prima all'ultima pagina, il piccolo pacchetto di fazzoletti sulla scrivania è diventato il mio migliore amico. Ma ho anche riso, e tanto. Non ho idea del perché questo libro mi abbia colpita così tanto e così nel profondo, sfogliavo le pagine come se tra di loro cercassi l'aria che di punto in bianco non aveva più voglia di fare il suo sporco lavoro ed entrare e uscire dai polmoni. 
Penso che sia uno di quei libri in grado di guardarti dentro, uno di quelli che ti mettono a nudo proprio come fanno i personaggi su quel palco dove, davanti a quello che sembra il mondo intero, danno voce al loro dolore e trasformano le loro esperienze in poesie. E' lo slam.
La Hoover ha scritto qualcosa di commovente e allo stesso tempo divertente che mi ha rapita nel vero senso della parola e mi ha restituita due ore e mezza più tardi con una nostalgia infinita per ogni suo singolo personaggio e con qualcosa di straordinario ma devo ancora scoprire di cosa si tratta. Beh, se dovessi innamorarmi di una cosa materiale penso che inizierei da uno dei libri di Colleen Hoover.